Leo de grote : dan zullen zij vasten

 

H. Leo de Grote ( ?-ca.461) paus en kerkleraar 6e sermon voor de Veertigdagentijd, 1-2 ; SC 49 (vert. brevier)

Leo de grote van Rome.jpg

Leo de Grote

“Dan zullen zij vasten”

 

Dierbaren, altijd al “is de aarde vol van zijn mildheid” (Ps. 33, 5). …Nu echter de dagen terugkeren waarop de geheimen van onze verlossing hun stempel drukken en die onmiddellijk aan het paasfeest voorafgaan, wordt ons met nog meer aandrang voorgehouden, ons hierop voor te bereiden door geestelijke zuivering… Het is eigen aan het paasfeest dat heel de kerk zich verheugt over de vergeving van de zonden. Deze vindt niet alleen plaats bij hen die door het heilig doopsel worden herboren, maar ook bij hen die reeds lang gerekend worden onder het getal van Gods aangenomen kinderen. Hoewel het bad van de wedergeboorte (Tt 3,5) op de eerste plaats nieuwe mensen voortbrengt, heeft ieder toch dagelijks de taak zich te vernieuwen om bestand te zijn tegen de roest van de sterfelijkheid. En ook al maakt men grote vorderingen, er is altijd nog wel iets dat beter kan. In het algemeen moet men er daarom naar streven dat niemand op de dag van de verlossing nog behept blijkt te zijn met de gebreken van de oude mens. Daarom, dierbaren, wat elke christen te allen tijde moet doen, moet nu met des te meer zorg en godsvrucht volbracht worden. Zo moet men het apostolische voorschrift door een vasten van veertig dagen nakomen. Dit doet men niet alleen door zich in voedsel te matigen, maar vooral door zich te bevrijden van zijn zonden. Niets is echter zo nuttig als het geestelijke en heilige vasten gepaard te laten gaan met werken van barmhartigheid. Onder de ene naam van barmhartigheid bevatten deze werken vele prijzenswaardige daden van godsvrucht. Ondanks verschil in vermogen kunnen de gelovigen op die manier toch eenzelfde gezindheid hebben.

Bron : www.dagelijksevangelie.org

didache in Italiaans

LA DIDACHÈ
Dottrina dei Dodici Apostoli

 

 

 

La Didachè o Dottrina dei dodici Apostoli può essere considerato come il più antico catechismo cristiano, essendo stata scritta qualche decennio dopo la morte di Cristo. Dava suggerimenti pratici per la preparazione dei catecumeni al battesimo (nel primo secolo cristiano i battesimi erano quasi tutti di persone adulte). Da essa possiamo trarre un’immagine molto viva dello spirito e dell’organizzazione della comunità cristiana primitiva.

Per quanto riguarda l’autore, il suo nome e la sua nazionalità ci sono sconosciuti. Secondo alcuni studiosi, la Didachè sarebbe un’opera compilativa, in cui la prima sezione è di chiara redazione giudaica, e le parti successive descrivono l’antica liturgia cristiana e la vita delle primitive comunità cristiane. Secondo altri sarebbe stata redatta da un cristiano convertitosi dal giudaismo: infatti i giorni della settimana vengono computati al modo ebraico e nello scrivere in greco vengono usati molti ebraismi.

La Didachè era tenuta in grande considerazione dalle prime generazioni cristiane ed è citata da Erma nel Pastore, da Clemente Alessandrino, da Origene, da Eusebio, da Atanasio. Nella seconda metà del IV sec. essa fu incorporata nelle cosiddette Costituzioni Apostoliche. Forse proprio per la sua inclusione ed assimilazione in opere di tanto valore, la Didachè finì col perdere la grande notorietà che aveva nei primi secoli e dopo il XII sec. di essa non si hanno più tracce. Nel 1873 ne venne scoperta per caso una copia in un codice greco di Costantinopoli risalente all’anno 1056 dal Metropolita Filoteo Bryennios ed in seguito ne furono trovati larghi frammenti in papiri del IV sec., nonché una versione in georgiano fatta sul testo greco nell’anno 430 da un vescovo di nome Geremia. Sulla scorta di tutti questi preziosi documenti, possiamo oggi avere la sicurezza di leggere la Didachè nel suo testo originale.

 


La Didachè

 

CAPITOLO 1

1. Due sono le vie, una della vita e una della morte, e la differenza è grande fra queste due vie.

2. Ora questa è la via della vita: innanzi tutto amerai Dio che ti ha creato, poi il tuo prossimo come te stesso; e tutto quello che non vorresti fosse fatto a te, anche tu non farlo agli altri.

3. Ecco pertanto l’insegnamento che deriva da queste parole: benedite coloro che vi maledicono e pregate per i vostri nemici; digiunate per quelli che vi perseguitano; perché qual merito avete se amate quelli che vi amano? Forse che gli stessi gentili non fanno altrettanto? Voi invece amate quelli che vi odiano e non avrete nemici.

4. Astieniti dai desideri della carne. Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra e sarai perfetto; se uno ti costringe ad accompagnarlo per un miglio, tu prosegui con lui per due. Se uno porta via il tuo mantello, dagli anche la tunica. Se uno ti prende ciò che è tuo, non ridomandarlo, perché non ne hai la facoltà.

5. A chiunque ti chiede, da’ senza pretendere la restituzione, perché il Padre vuole che tutti siano fatti partecipi dei suoi doni. Beato colui che dà secondo il comandamento, perché è irreprensibile. Stia in guardia colui che riceve, perché se uno riceve per bisogno sarà senza colpa, ma se non ha bisogno dovrà rendere conto del motivo e dello scopo per cui ha ricevuto. Trattenuto in carcere, dovrà rispondere delle proprie azioni e non sarà liberato di lì fino a quando non avrà restituito fino all’ultimo centesimo.

6. E a questo riguardo è pure stato detto: “Si bagni di sudore l’elemosina nelle tue mani, finché tu sappia a chi la devi fare”.

 

CAPITOLO 2

1. Secondo precetto della dottrina:

2. Non ucciderai, non commetterai adulterio, non corromperai fanciulli, non fornicherai, non ruberai, non praticherai la magia, non userai veleni, non farai morire il figlio per aborto né lo ucciderai appena nato; non desidererai le cose del tuo prossimo.

3. Non sarai spergiuro, non dirai falsa testimonianza, non sarai maldicente, non serberai rancore.

4. Non avrai doppiezza né di pensieri né di parole, perché la doppiezza nel parlare è un’insidia di morte.

5. La tua parola non sarà menzognera né vana, ma confermata dall’azione.

6. Non sarai avaro, né rapace, né ipocrita, né maligno, né superbo; non mediterai cattivi propositi contro il tuo prossimo.

7. Non odierai alcun uomo, ma riprenderai gli uni; per altri, invece, pregherai; altri li amerai più dell’anima tua.

 

CAPITOLO 3

1. Figlio mio, fuggi da ogni male e da tutto ciò che ne ha l’apparenza.

2. Non essere iracondo, perché l’ira conduce all’omicidio, non essere geloso né litigioso né violento, perché da tutte queste cose hanno origine gli omicidi.

3. Figlio mio, non abbandonarti alla concupiscenza, perché essa conduce alla fornicazione; non fare discorsi osceni e non essere immodesto negli sguardi, perché da tutte queste cose hanno origine gli adultèri.

4. Non prendere auspici dal volo degli uccelli, perché ciò conduce all’idolatria; non fare incantesimi, non darti all’astrologia né alle purificazioni superstiziose, ed evita di voler vedere e sentire parlare di simili cose, perché da tutti questi atti ha origine l’idolatria.

5. Figlio mio, non essere bugiardo, perché la menzogna conduce al furto; né avido di ricchezza, né vanaglorioso, perché da tutte queste cose hanno origine i furti.

6 Figlio mio, non essere mormoratore, perché ciò conduce alla diffamazione; non essere insolente, né malevolo, perché da tutte queste cose hanno origine le diffamazioni.

7. Sii invece mansueto, perché i mansueti erediteranno la terra.

8. Sii magnanimo, misericordioso, senza malizia, pacifico, buono e sempre timoroso per le parole che hai udito.

9. Non esalterai te stesso, non infonderai troppo ardire nel tuo animo; né l’animo tuo si accompagnerà con i superbi, ma andrà insieme ai giusti e agli umili.

10. Tutte le cose che ti accadono accoglile come dei beni, sapendo che nulla avviene senza la partecipazione di Dio.

 

CAPITOLO 4

1. O figlio, ti ricorderai notte e giorno di colui che ti predica le parole di Dio e lo onorerai come il Signore, perché là donde è predicata la (sua) sovranità, è il Signore.

2. Cercherai poi ogni giorno la presenza dei santi, per trovare riposo nelle loro parole.

3. Non sarai causa di discordia, ma cercherai invece di mettere pace tra i contendenti; giudicherai secondo giustizia e non farai distinzione di persona nel correggere i falli.

4. Non starai in dubbio se (una cosa) avverrà o no.

5. Non accada che tu tenda le mani per ricevere e le stringa nel dare.

6. Se grazie al lavoro delle tue mani possiedi (qualche cosa), donerai in espiazione dei tuoi peccati.

7. Darai senza incertezza, e nel dare non ti lagnerai; conoscerai, infatti, chi è colui che dà una buona ricompensa.

8. Non respingerai il bisognoso, ma farai parte di ogni cosa al tuo fratello e non dirai che è roba tua. Infatti, se partecipate in comune ai beni dell’immortalità, quanto più non dovete farlo per quelli caduchi?

9. Non ritirerai la tua mano di sopra al tuo figlio o alla tua figlia, ma sin dalla tenera età insegnerai loro il timor di Dio.

10. Al tuo servo e alla tua serva che sperano nel medesimo Dio non darai ordini nei momenti di collera, affinché non perdano il timore di Dio, che sta sopra gli uni e gli altri. Perché egli non viene a chiamarci secondo la dignità delle persone, ma viene a coloro che lo Spirito ha preparato.

11. Ma voi, o servi, siate soggetti ai vostri padroni come a una immagine di Dio, con rispetto e timore.

12. Odierai ogni ipocrisia e tutto ciò che dispiace al Signore.

13. Non trascurerai i precetti del Signore, ma osserverai quelli che hai ricevuto senza aggiungere o togliere nulla.

14. Nell’adunanza confesserai i tuoi peccati e non incomincerai mai la tua preghiera in cattiva coscienza. Questa è la via della vita.

 

CAPITOLO 5

1. La via della morte invece è questa: prima di tutto essa è maligna e piena di maledizione: omicidi, adultèri, concupiscenze, fornicazioni, furti, idolatrie, sortilegi, venefici, rapine, false testimonianze, ipocrisie, doppiezza di cuore, frode, superbia, malizia, arroganza, avarizia, turpiloquio, invidia, insolenza, orgoglio, ostentazione, spavalderia.

2. Persecutori dei buoni, odiatori della verità, amanti della menzogna, che non conoscono la ricompensa della giustizia, che non si attengono al bene né alla giusta causa, che sono vigilanti non per il bene ma per il male; dai quali è lontana la mansuetudine e la pazienza, che amano la vanità, che vanno a caccia della ricompensa, non hanno pietà del povero, non soffrono con chi soffre, non riconoscono il loro creatore, uccisori dei figli, che sopprimono con l’aborto una creatura di Dio, respingono il bisognoso, opprimono i miseri, avvocati dei ricchi, giudici ingiusti dei poveri, pieni di ogni peccato. Guardatevi, o figli, da tutte queste colpe.

 

CAPITOLO 6

1. Guarda che alcuno non ti distolga da questa via della dottrina, perché egli ti insegna fuori (della volontà) di Dio.

2. Se infatti puoi sostenere interamente il giogo del Signore, sarai perfetto; se non puoi fa’ almeno quello che puoi.

3. E riguardo al cibo, cerca di sopportare tutto quello che puoi, ma comunque astieniti nel modo più assoluto dalle carni immolate agli idoli, perché (il mangiarne) è culto di divinità morte.

 

CAPITOLO 7

1. Riguardo al battesimo, battezzate così: avendo in precedenza esposto tutti questi precetti, battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in acqua viva.

2. Se non hai acqua viva, battezza in altra acqua; se non puoi nella fredda, battezza nella calda.

3. Se poi ti mancano entrambe, versa sul capo tre volte l’acqua in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

4. E prima del battesimo digiunino il battezzante, il battezzando e, se possono, alcuni altri. Prescriverai però che il battezzando digiuni sin da uno o due giorni prima.

 

CAPITOLO 8

1. I vostri digiuni, poi, non siano fatti contemporaneamente a quelli degli ipocriti; essi infatti digiunano il secondo e il quinto giorno della settimana, voi invece digiunate il quarto e il giorno della preparazione.

2. E neppure pregate come gli ipocriti, ma come comandò il Signore nel suo vangelo, così pregate: Padre nostro che sei nel cielo, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi il nostro debito, come anche noi lo rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male; perché tua è la potenza e la gloria nei secoli.

3. Pregate così tre volte al giorno.

 

CAPITOLO 9

1. Riguardo all’eucaristia, così rendete grazie:

2. dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.

3. Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.

4. Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli.

5. Nessuno però mangi né beva della vostra eucaristia se non i battezzati nel nome del Signore, perché anche riguardo a ciò il Signore ha detto: “Non date ciò che è santo ai cani”.

 

CAPITOLO 10

1. Dopo che vi sarete saziati, così rendete grazie:

2. Ti rendiamo grazie, Padre santo, per il tuo santo nome che hai fatto abitare nei nostri cuori, e per la conoscenza, la fede e l’immortalità che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli.

3. Tu, Signore onnipotente, hai creato ogni cosa a gloria del tuo nome; hai dato agli uomini cibo e bevanda a loro conforto, affinché ti rendano grazie; ma a noi hai donato un cibo e una bevanda spirituali e la vita eterna per mezzo del tuo servo.

4. Soprattutto ti rendiamo grazie perché sei potente. A te gloria nei secoli.

5. Ricordati, Signore, della tua chiesa, di preservarla da ogni male e di renderla perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti nel tuo regno che per lei preparasti. Perché tua è la potenza e la gloria nei secoli.

6. Venga la grazia e passi questo mondo. Osanna alla casa di David. Chi è santo si avanzi, chi non lo è si penta. Maranatha. Amen.

7. Ai profeti, però, permettete di rendere grazie a loro piacimento.

 

CAPITOLO 11

1. Ora, se qualcuno venisse a insegnarvi tutte le cose sopra dette, accoglietelo;

2. ma se lo stesso maestro, pervertito, vi insegnasse un’altra dottrina allo scopo di demolire, non lo ascoltate; se invece (vi insegna) per accrescere la giustizia e la conoscenza del Signore, accoglietelo come il Signore.

3. Riguardo agli apostoli e ai profeti, comportatevi secondo il precetto del Vangelo.

4. Ogni apostolo che venga presso di voi sia accolto come il Signore.

5. Però dovrà trattenersi un giorno solo; se ve ne fosse bisogno anche un secondo; ma se si fermasse tre giorni, egli è un falso profeta.

6. Partendo, poi, l’apostolo non prenda per sé nulla se non il pane (sufficiente) fino al luogo dove alloggerà; se invece chiede denaro, è un falso profeta.

7. E non metterete alla prova né giudicherete ogni profeta che parla per ispirazione, perché qualunque peccato sarà perdonato, ma questo peccato non sarà perdonato.

8. Non tutti, però, quelli che parlano per ispirazione sono profeti, ma solo coloro che praticano i costumi del Signore. Dai costumi, dunque, si distingueranno il falso profeta e il profeta.

9. Ogni profeta che per ispirazione abbia fatto imbandire una mensa eviterà di prendere cibo da essa, altrimenti è un falso profeta.

10. Ogni profeta, poi, che insegna la verità, se non mette in pratica i precetti che insegna, è un falso profeta.

11. Ogni profeta provato come veritiero, che opera per il mistero terrestre della chiesa, ma che tuttavia non insegna che si debbano fare quelle cose che egli fa, non sarà da voi giudicato, perché ha il giudizio da parte di Dio; allo stesso modo, infatti, si comportarono anche gli antichi profeti.

12. Se qualcuno dicesse per ispirazione: dammi del denaro o qualche altra cosa, non gli darete ascolto; ma se dicesse di dare per altri che hanno bisogno, nessuno lo giudichi.

 

CAPITOLO 12

1. Chiunque, poi, viene nel nome del Signore, sia accolto. In seguito, dopo averlo messo alla prova, lo potrete conoscere, poiché avrete senno quanto alla destra e alla sinistra.

2. Ma se colui che giunge è di passaggio, aiutatelo secondo le vostre possibilità; non dovrà però rimanere presso di voi che due o tre giorni, se ce ne fosse bisogno.

3. Nel caso che volesse stabilirsi presso di voi e che esercitasse un mestiere, lavori e mangi.

4. Se invece non ha alcun mestiere, con il vostro buon senso cercate di vedere come possa un cristiano vivere tra voi senza stare in ozio.

5. Se non vuole comportarsi in questo modo, è uno che fa commercio di Cristo. Guardatevi da gente simile.

 

CAPITOLO 13

1. Ogni vero profeta che vuole stabilirsi presso di voi è degno del suo nutrimento.

2. Così pure il vero dottore è degno, come l’operaio, del suo nutrimento.

3. Prenderai perciò le primizie di tutti i prodotti del torchio e della messe, dei buoi e delle pecore e le darai ai profeti, perché essi sono i vostri Sommi Sacerdoti.

4. Se però non avete un profeta, date ai poveri.

5. Se fai il pane, prendi la primizia e dà secondo il precetto.

6. E così, se apri un’anfora di vino o di olio, prendi le primizie e dalle ai profeti.

7. Del denaro, del vestiario e di tutto quello che possiedi, prendi poi le primizie come ti sembra più opportuno e dà secondo il precetto.

 

CAPITOLO 14

1. Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro.

2. Ma tutti quelli che hanno qualche discordia con il loro compagno, non si uniscano a voi prima di essersi riconciliati, affinché il vostro sacrificio non sia profanato.

3. Questo è infatti il sacrificio di cui il Signore ha detto: “In ogni luogo e in ogni tempo offritemi un sacrificio puro, perché un re grande sono io – dice il Signore – e mirabile è il mio nome fra le genti”.

 

CAPITOLO 15

1. Eleggetevi quindi episcopi e diaconi degni del Signore, uomini miti, disinteressati, veraci e sicuri; infatti anch’essi compiono per voi lo stesso ministero dei profeti e dei dottori.

2. Perciò non guardateli con superbia, perché essi, insieme ai profeti e ai dottori, sono tra voi ragguardevoli.

3. Correggetevi a vicenda, non nell’ira ma nella pace, come avete nel vangelo. A chiunque abbia offeso il prossimo nessuno parli: non abbia ad ascoltare neppure una parola da voi finché non si sia ravveduto.

4. E fate le vostre preghiere, le elemosine e tutte le vostre azioni così come avete nel vangelo del Signore nostro.

 

CAPITOLO 16

1. Vigilate sulla vostra vita. Non spegnete le vostre fiaccole e non sciogliete le cinture dai vostri fianchi, ma state preparati perché non sapete l’ora in cui il nostro Signore viene.

2. Vi radunerete di frequente per ricercare ciò che si conviene alle anime vostre, perché non vi gioverà tutto il tempo della vostra fede se non sarete perfetti nell’ultimo istante.

3. Infatti negli ultimi giorni si moltiplicheranno i falsi profeti e i corruttori, e le pecore si muteranno in lupi, e la carità si muterà in odio;

4. finché, crescendo l’iniquità, si odieranno l’un l’altro, si perseguiteranno e si tradiranno, e allora il seduttore del mondo apparirà come figlio di Dio e opererà miracoli e prodigi, e la terra sarà consegnata nelle sue mani, e compirà iniquità quali non avvennero mai dal principio del tempo.

5. E allora la stirpe degli uomini andrà verso il fuoco della prova, e molti saranno scandalizzati e periranno; ma coloro che avranno perseverato nella loro fede saranno salvati da quel giudizio di maledizione.

6. E allora appariranno i segni della verità: primo segno l’apertura nel cielo, quindi il segno del suono di tuba e terzo la resurrezione dei morti;

7. non di tutti, però, ma, come fu detto: “Verrà il Signore e tutti i santi con lui. Allora il mondo vedrà il Signore venire sopra le nubi del cielo.”

 

 

 

Profezie per il Terzo Millennio – Giugno 2005


 

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Basilius van Caesaria : De twee geboden van de liefde

H. Basilius (ca 330-379), bisscop van Caesarea in Cappadocië, kerkleraar Grote Monastieke Regels, Vr. 1-2

 

 

Basilios de Grote aartsbisschop van Caesarea in Cappadocia.jpg

Basilius van Caesarea

 

 

De twee geboden van de liefde

 

Vraag: Wij vragen u eerst om ons te vertellen of de tien geboden van God in een bepaalde volgorde zijn gezet. Is er een eerste gebod, een tweede, een derde enzovoort?… Antwoord: De Heer zelf heeft de volgorde bepaald om de geboden te bewaren. De eerste en de grootste is die van liefde voor God en de tweede, die daaraan gelijk is, of liever de vervulling en de consequentie ervan is, betreft de liefde voor de naaste… Vraag: Wilt u voor ons eerst eens spreken over het liefhebben van God. Het is vanzelfsprekend dat men God lief moet hebben, maar hoe moet je Hem liefhebben?… Antwoord: De liefde voor God kun je niet onderrichten. Niemand heeft ons geleerd om van het licht te houden, noch om het leven lief te hebben boven alles; ook heeft niemand ons geleerd om van degenen te houden die ons op de wereld hebben gezet of ons opgevoed hebben. Zo ook, of liever gezegd des te meer is er geen uiterlijk onderricht dat ons leert om God lief te hebben. In de natuur van het levende wezen zelf – ik bedoel van de mens- is een soort van zaadje gelegd dat het principe van deze vaardigheid om lief te hebben bevat. Op de school van de geboden van God, waarbij het hoort om dat zaadje te vinden en het zorgvuldig te verzorgen, het met zorg te voeden, en het tot ontwikkeling te brengen door middel van de goddelijke genade. Ik keur jullie ijver goed, dat is onmisbaar voor het doel… Je moet weten dat deze deugd van liefde er één is, maar dat ze met haar macht alle geboden omvat: “Want wie Mij liefheeft, zal mijn woord bewaren”, zegt de Heer. (Joh 14,23) en ook: “Aan deze twee geboden hangt de hele wet en de profeten” (Mt 22,40)

Bron : www.dagelijksevangelie.org

zondag van de verering van het Heilige Kruis

 3e zondag in de vasten

 Heilige Kruisverering

Kruisverheffing7.jpg

Kruisverheffing

Eerste lezing :

Hebr.4,14-5,1-6

Jezus onze hogepriester  4 –   [14] Nu wij een verheven hogepriester* hebben, een die de hemelse* sferen is doorgegaan, Jezus, de Zoon van God, moeten wij vasthouden aan onze belijdenis. [15] Want*wij hebben een hogepriester die in staat is om mee te voelen met onze zwakheden; Hij werd zelf op allerlei manieren op de proef gesteld, precies zoals wij, afgezien dan van de zonde. [16] Laten wij daarom vrijmoedig naderen tot de troon van Gods genade, om barmhartigheid en genade te vinden en zo hulp te krijgen op de juiste tijd.

5 : [1] Want* elke hogepriester wordt genomen uit de mensen en aangesteld voor de mensen, om hen te vertegenwoordigen bij God, om gaven en offers op te dragen voor de zonden. [2] Hij is in staat onwetenden en dwalenden geduldig te verdragen, omdat hij ook zelf aan zwakheid onderhevig is; [3] daarom moet hij, als hij offers voor de zonden opdraagt, evengoed aan zichzelf denken als aan het volk. [4] En niemand kan zich die waardigheid aanmatigen; men moet evenals Aäron door God geroepen worden.  [5] Zo* heeft ook Christus niet zichzelf de eer van het hogepriesterschap toegekend; dat heeft God gedaan, die Hem zei: Mijn Zoon ben jij, Ik heb je vandaag verwekt. [6] Zoals Hij ook elders zegt: Jij bent priester voor eeuwig, op de wijze van Melchisedek.

 

Evangelie :

Marcus 8,34,9,1

  [8 – 34] Hij riep de menigte met de leerlingen bij zich en zei tegen hen: ‘Als iemand achter Mij aan wil komen, laat hij dan met zichzelf breken, zijn kruis opnemen en Mij volgen. [35] Want wie zijn leven wil redden, zal het verliezen. Wie zijn leven verliest vanwege Mij en de goede boodschap*, zal het redden. [36] Want wat baat het een mens heel de wereld te winnen maar zichzelf schade toe te brengen? [37] Want wat kan een mens geven in ruil voor zichzelf? [38] Want wie zich schaamt voor Mij en mijn woorden te midden van deze overspelige en afvallige generatie, over hem zal ook de Mensenzoon* zich schamen wanneer Hij, bekleed met de heerlijkheid van zijn Vader, komt met de heilige engelen.’ 9-1] Ook zei Hij hun: ‘Ik verzeker u, er zijn er hier die de dood niet zullen proeven voordat ze hebben gezien dat Gods koninkrijk met kracht gekomen is.’

Macarios van Egypte : Het gemeenschapsleven: “U bent allen broeders”

Derde homilie toegekend aan de heilige Macarius van Egypte (?-390), monnik Derde Homilie, 1-3 ; PG 34, 467-470

 

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Makarios van Egypte

 

Het gemeenschapsleven: “U bent allen broeders”

 

      Wat ze ook doen, de broeders en zusters moeten zich liefdevol en vreugdevol naar elkaar betonen. Degene die werkt zal zo spreken over degene die bidt: “De schatten die mijn broer bezit, heb ik ook, want we hebben ze gemeenschappelijk”. Van zijn kant zal degene die bidt over degene die leest zeggen: “Het profijt dat hij uit zijn lezen haalt, verrijkt ook mij”. En degene die werkt zal zeggen: “Het is in het belang van de gemeenschap dat ik deze dienst vervul”.       De veelheid aan lichaamsdelen vormen slechts één lichaam en ze ondersteunen elkaar stilzwijgend doordat een ieder zijn taak vervult. Het oog ziet voor heel het lichaam; de hand werkt voor de andere ledematen; de voet draagt allen in het lopen; één ledemaat lijdt zo gauw een ander lijdt. Zo moeten broeders en zusters zich naar elkaar gedragen (Cf Rm 12, 4-5). Degene die bidt, veroordeelt niet degene die werkt, omdat hij niet bidt. Degene die werkt veroordeelt niet degene die bidt… Wie dient, zal anderen niet veroordelen. Daarentegen zal iedereen wat hij ook doet, handelen tot meerdere eer en glorie van God (cf. 1Kor 10,31 ; 2Kor 4,15)…       Zo zullen een grote samenhang en een oprechte harmonie “banden van vrede” vormen (Ef 4,3), die hen zal verenigen en ze met transparantie en eenvoud onder de welwillende blik van God laat leven. Het belangrijkste is vanzelfsprekend de volharding in het gebed. Overigens wordt één ding behaald: ieder moet in zijn hart die schat bezitten die de levende en geestelijke aanwezigheid van de Heer is. Of hij nu werkt, bidt of leest, een ieder moet kunnen zeggen dat hij dat onvergankelijke goede bezit en dat is de heilige Geest.

Bron : www.dagelijksevangelie.org

2e zondag van de vasten : H. Gregorios Palamas

2e zondag van de vasten

Zondag van de heilige H. Gregorios Palamas

 

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Gregorios Palamas

 ….Gij zult grotere dingen zien…. Voorwaar, voorwaar ik zeg u, gij zult de hemel open zien en de engelen Gods opstijgen en neerdalen op de Zoon des mensen….(1e zondag)

Hieraan worden wij herinnerd bij de lezing uit de Hebreeënbrief op de tweede zondag van de vasten.

……Daarom moeten wij temeer aandacht schenken aan hetgeen we gehoord hebben, opdat wij niet afdrijven…hoe zullen wijn dan ontkomen, indien wij geen ernst maken met zulk een heil.

In de evangelie lezing op de tweede zondag wordt die inzet en dat verlangen verbeeld door de lamme die bij Christus gebracht wordt door het dak:

…en daar Jezus hun geloof zag, zei Hij tot de verlamde : uw zonden worden u vergeven.

Lezingen :

Hebr.1,10-2,3

  En:  In het begin, Heer, hebt U de aarde gegrondvest,  en de hemel is het werk van uw handen.  Zij zullen vergaan, U echter blijft.  Alle zullen ze verslijten als kleren,  U zult ze opvouwen als een mantel,  als een kledingstuk zullen zij verwisseld worden.  U echter bent dezelfde  en uw jaren nemen geen einde.  Tot welke engel heeft Hij ooit gezegd:  Ga zitten aan mijn rechterhand,  totdat Ik uw vijanden als een voetbank voor uw voeten heb gelegd?  Wat zijn zij anders dan dienende geesten, uitgezonden ten behoeve van hen die de redding zullen erven? Trouw aan de boodschap 2.Daarom moeten wij des te meer aandacht schenken aan wat wij gehoord hebben, om niet uit de koers te raken. Want als het door engelen gesproken woord zo’n gezag had dat elke overtreding of ongehoorzaamheid haar rechtmatige vergelding ontving,  hoe zullen wij dan ontkomen, wanneer wij een zo grote redding verwaarlozen, die eerst verkondigd is door de Heer, en getrouw aan ons is doorgegeven door hen die Hem gehoord hebben;

 Evangelie :

Marcus,2,1-12

Toenemende tegenstand  Toen Hij enkele dagen later weer in Kafarnaüm kwam, hoorde men dat Hij thuis was.  Er liepen zoveel mensen te hoop dat ze zelfs niet meer bij de deur konden komen, en Hij sprak hen toe. ] Ze kwamen een verlamde bij Hem brengen, door vier man gedragen.  Omdat ze de man niet bij Hem konden krijgen vanwege de menigte, haalden ze de dakbedekking weg boven zijn hoofd, en toen ze een opening gemaakt hadden, lieten ze het bed waar de verlamde op lag, zakken. Bij het zien van hun vertrouwen zei Jezus tegen de verlamde: ‘Vriend, uw zonden worden u vergeven.’  Nu zaten daar een paar schriftgeleerden die hun bedenkingen hadden:  ‘Hoe kan die man zoiets zeggen? Hij lastert God. Wie anders dan de enige God kan zonden vergeven?’ Jezus doorzag meteen dat ze deze bezwaren hadden en zei tegen hen: ‘Waarom hebt u eigenlijk bezwaren?  Wat is eenvoudiger? Tegen de verlamde zeggen: “Uw zonden worden vergeven”, of zeggen: “Sta op en pak uw bed en loop?”  Maar opdat u weet dat de Mensenzoonbevoegd is om op aarde zonden te vergeven ‘, zei Hij, nu tegen de verlamde:  ‘Ik zeg u, sta op, pak uw bed en ga naar huis.’  En hij stond op, pakte meteen zijn bed en ging weg voor het oog van iedereen, zodat ze allemaal verrukt waren en God verheerlijkten. ‘Zoiets hebben we nog nooit gezien’, zeiden ze.